Oltre la predizione del tocken successivo. Come i Transformer apprendono regole matematiche
Affermare che un Large Language Model apprende a predire il token successivo è corretto. Una descrizione di questo tipo, tuttavia, rimane largamente insufficiente quando si voglia comprendere che cosa il modello abbia effettivamente appreso e quali strutture computazionali entrino in gioco nel momento in cui produce una risposta. Prima di affrontare questo problema conviene delimitare con precisione il campo del discorso. Oggi un LLM costituisce spesso soltanto una componente di un’infrastruttura computazionale assai più ampia, nella quale possono operare sistemi agentici di orchestrazione, memorie esterne, meccanismi di retrieval, strumenti analitici, codice eseguibile, competenze specializzate e accesso a sorgenti informative esterne. Sono capacità che meritano un’analisi autonoma. Qui, invece, le lasceremo deliberatamente sullo sfondo, per concentrarci su una questione più circoscritta e, da un punto di vista scientifico, particolarmente interessante, ossia ciò che può emerg...