Noosemia (IA)

Noosemia

Dal greco noûs (νοῦς), «mente» o «intelletto», e sēmeîon (σημεῖον), «segno»

La noosemia designa la configurazione cognitiva e fenomenologica nella quale una manifestazione prodotta da un sistema artificiale viene esperita come segno di un’attività noetica. Nell’interazione con sistemi generativi e agentici, coerenza contestuale, capacità inferenziale, memoria apparente, adattamento, uso di strumenti e continuità operativa possono indurre l’interprete a leggere il comportamento osservabile come traccia di comprensione, intenzionalità, agency o interiorità.

La noosemia riguarda dunque il passaggio dalla pertinenza del segno alla percezione di una mente attraverso il segno. Una risposta, una correzione o una sequenza di azioni acquistano uno statuto ulteriore quando cessano di essere esperite soltanto come effetti di un processo computazionale e vengono interpretate come manifestazioni dalle quali sembra possibile inferire che qualcosa abbia compreso, riconosciuto, ricordato oppure modificato intenzionalmente il proprio comportamento.

In forma sintetica, la noosemia può essere descritta come «l’esperienza del segno come segno di mente». Essa descrive una struttura dell’esperienza e dell’attribuzione, lasciando distinta la questione ontologica relativa all’eventuale presenza di coscienza, intenzionalità o interiorità nel sistema artificiale.

De Santis, E., & Rizzi, A. (2025). Noosemia: toward a Cognitive and Phenomenological Account of Intentionality Attribution in Human–Generative AI Interaction. arXiv:2508.02622.

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