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Claude Opus 4, l’IA che non «vuole» essere disattivata e cerca, se ne scorge la possibilità, di portare il proprio software fuori dai server di Anthropic.

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Fonte: https://www.anthropic.com/news/claude-4 Da qualche anno ormai vado dicendo che siamo nel pieno di una «rivoluzione cognitiva» dove si sta verificando un'accelerazione della potenza della tecnica e l'Intelligenza Artificiale generativa, grazie al machine learning, è la più eminente forma di potenza tecnica e di automazione: è l’automazione del pensiero. Qualche volta nei convegni uso riferire che «In quanto ‘forma di automazione’ essa è lo slancio verso l’automazione di alcuni processi di pensiero un tempo immaginati come unico dominio dell’uomo» e aggiungo che numerosi libri andranno riscritti o al minimo reinterpretati attraverso una contestualizzazione storica che possa salvarli dall'essere tacciati di inesattezza; soprattutto quegli scritti che (im)pongono dei limiti ad un qualcosa — la tecnica e i suoi sottodomini — che non ha limiti per definizione. La settimana scorsa (22 maggio 2025) ha fatto parlare di sé Claude Opus 4 la nuova versione di IA rilasciata da A...

La singolarità è più vicina — Ray Kurzweil

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La singolarità è più vicina  di Ray Kurzweil non è semplicemente un libro sul futuro della tecnologia, ma un manifesto esplicito di fede nel potenziale illimitato del progresso esponenziale. Con l'ambizione di un trattato filosofico e l'energia di un pamphlet visionario, Ray Kurzweil costruisce un percorso ardito attraverso le traiettorie convergenti della biotecnologia, nanotecnologia, intelligenza artificiale e neuroscienze, proiettando il lettore verso un punto di non ritorno: la Singolarità Tecnologica. A distanza di vent’anni dalla prima edizione di The Singularity Is Near (2005), molte delle previsioni di Kurzweil appaiono oggi straordinariamente vicine — non tanto nella loro forma più estrema, quanto nelle linee di tendenza che hanno trovato una manifestazione concreta. Se nel 2005 le reti neurali erano ancora una tecnologia marginale, oggi l’avvento dei modelli generativi su larga scala, come i grandi modelli linguistici (LLM), ha segnato una vera e propria rivol...

Lo sviluppo dell'IA generativa attende quello stesso sviluppo architetturale che ha guidato la rivoluzione dei motori di ricerca come Google negli anni Duemila

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Vado spesso dicendo che l'attuale IA generativa con i modelli di linguaggio come ChatGpt o Gemini nelle varie versioni, sebbene mostrino capacità sorprendenti non sono ad oggi altro che tecnologie sperimentali poco ottimizzate e la «vera» IA è di là da venire. Un parallelo con una tecnologia ormai nota può aiutarci a capire perché e tentare speculativamente di immaginare cosa accadrà nel prossimo futuro. All'inizio degli anni Duemila, l'affermazione dei moderni motori di ricerca non fu solo il frutto di un'evoluzione algoritmica, bensì il risultato di una profonda trasformazione infrastrutturale. Google, in particolare, non rivoluzionò solo il ranking dei risultati con il noto algoritmo «PageRank» (ordinare i risultati di una ricerca in maniera pertinente), ma ridisegnò l'intera architettura hardware sottostante per il calcolo, distribuendo l'elaborazione, costruendo indici su larga scala e introducendo tecnologie di indicizzazione super veloce e distribuite sul...

Che cosa è la coscienza? Uno studio pubblicato su Nature pone al vaglio sperimentale le due teorie più accreditate: la Integrated Information Theory (IIT) e la Global Neuronal Workspace Theory (GNWT)

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  Uno studio pubblicato sulla rivista Nature  nel 2025 dal titolo « Adversarial testing of global neuronal  workspace and integrated information  theories of consciousness » pone al vaglio sperimentale, secondo una specifica metodologia, le due maggiori teorie scientifiche sulla coscienza:  la Integrated Information Theory (IIT) e la Global Neuronal Workspace Theory (GNWT). La coscienza è probabilmente il più profondo e complesso dei fenomeni che l’essere umano abbia mai cercato di comprendere. Non è un oggetto, né un processo fisico direttamente osservabile, ma è il fatto stesso che qualcosa appare, che il dolore è sentito, che i colori sono visti, che l’esperienza c’è. Nella tradizione filosofica, questo carattere originario dell’esperienza è stato affrontato in molte forme, dalla fenomenologia di Husserl alla distinzione cartesiana tra res cogitans e res extensa , fino alle più recenti riflessioni sul «problema difficile» della coscienza, così come formulato...

Con l'IA generativa è necessario ripensare l'evoluzione dei sistemi segnici?

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Ci deve pur essere stato un momento nella storia passata in cui l'apparire di una serie di orme lasciate da una gazzella nel terreno umidiccio della savana, una volta entrata nel campo attentivo, è stata associata al passaggio di un qualcosa che, se inseguito e ucciso, sarebbe diventato cibo per sfamare se stessi e il proprio clan. Sebbene questa sia un'astrazione poiché risulta effettivamente impossibile localizzare nel tempo o riprodurre empiricamente ed «esattamente» un tale evento (sorvolando qualsiasi teoresi diciamo che ancora non è disponibile una macchina per viaggi temporali), procedendo per ricostruzione storica inversa – e accettando un procedimento induttivo e genealogico – si può dire che c'è stato in momento in cui una traccia ricorrente ha assunto un dato significato per chi lo ha esperito. Così il cacciatore-raccoglitore, avendo una qualche forma di memoria utile ad avere cognizione della ricorrenza di quelle tracce sul terreno, ha potuto associare le orme a...

L'incremento del tasso di crescita del gap generazionale e il ripensamento della tecnica

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La peculiarità dell’essere vivente è di non arrivare al limite delle sue possibilità, mentre l’oggetto tecnico fa il contrario: esaurisce le sue possibilità e le spiega a dispetto di tutto, anche dell’uomo, determinando, più o meno a lungo termine, la sua scomparsa. Alla fine di questo processo irresistibile verso un universo perfettamente oggettivo, che è in qualche modo lo stadio supremo della realtà, non c’è più un soggetto in grado di osservare il reale. — Jean Baudrillard, "Internazionale", n. 674 (2006-2007) Il nostro tempo è attraversato da un sottile paradosso dove più la vita umana si allunga, più il dialogo tra le generazioni si inabissa. La crescita dell'aspettativa di vita, che in prima istanza potrebbe suggerire una maggiore continuità della memoria storica e culturale (probabile che in passato sia stato così), in realtà amplifica il gap generazionale. Ciò è plausibile per quelle generazioni che si ritrovano a vivere tra il XX e il XXI secolo. Di fatto, non ...

Approcci nella formulazione di un giudizio sull'IA generativa e ciò che ci aspetta

Sul perché è necessario essere prudenti nel conferire giudizio definitivi sull'Intelligenza Artificiale Sono numerosi gli esperimenti proposti atti a delineare gli -attuali- limiti dei modelli di linguaggio artificiali (Large Language Models) e sono molto utili in un senso ben preciso in quanto pongono l'accento sui problemi e rischi rispetto un utilizzo overconfidente di questi sistemi. In linea di principio, ci sono due modalità apparentemente contrastanti per approcciare questa tecnologia emergente e farsene un giudizio generale. Il primo (1) si basa sul portare all'estremo i limiti -attuali- a dimostrazione che alcuni compiti sono più immediati per cervelli/sistemi cognitivi umani mentre gli attuali modelli sbagliano miseramente. Ciò può valere anche portando la macchina su terreni fuori dai limiti di progetto. Tale approccio è utile per mostrare in maniera indiretta a coloro che non hanno alcuna idea di come funzionano realmente/internamente questi modelli il loro real...

La radionostalgia. Mi racconto attraverso la radio

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    «Né più mai toccherò le sacre sponde / ove il mio corpo fanciulletto giacque, / Zacinto mia...»  — Ugo Foscolo , A Zacinto (1803) «Vaghe stelle dell’Orsa, io non credea / tornare ancor per uso a contemplarvi / sul paterno giardino scintillanti...»  — Giacomo Leopardi , Le ricordanze (1829) «Sempre un villaggio, sempre una campagna / mi ride al cuore, sempre, a tutte l'ore, / la stessa pieve dalla bianca torre...»  — Giovanni Pascoli , Canti di Castelvecchio (1903) «Il vero paradiso è il paradiso che si è perduto.»  — Marcel Proust , À la recherche du temps perdu (1913–1927) «We shall not cease from exploration / And the end of all our exploring / Will be to arrive where we started / And know the place for the first time.»  — T. S. Eliot , Little Gidding , in Four Quartets (1942) «Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi.»  — Cesare Pavese , Il mestiere di vivere. Diario 1935–1950 (postumo, 1952) «La nostalgia: desiderio di tornare. Non a...