Il linguaggio nella filosofia di Severino: analisi metodologica
La riflessione di Emanuele Severino sul linguaggio, articolata in opere come «La struttura originaria» [1] e «Oltre il linguaggio» [2], offre un contributo fondamentale alla filosofia contemporanea. Il linguaggio, per Severino, non è mai un mero strumento espressivo o comunicativo. Il linguaggio partecipa a una più ampia struttura ontologica, legandosi alla questione del destino e del rapporto tra fenomeno ed essere. Tuttavia, questo legame è complesso e problematizzato da Severino, che mette in luce la mediazione del linguaggio, le sue contraddizioni intrinseche e il suo ruolo nella manifestazione dell'eterno. La presente analisi propone una lettura metodologica di tali questioni, cercando di chiarire come Severino intenda il linguaggio, quale sia il ruolo della mediazione, la natura delle sue contraddizioni e il rapporto con la struttura originaria. Il linguaggio come partecipazione al destino Per Severino, il linguaggio non è mai autonomo o creatore del senso. Egli scrive in «...