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Il linguaggio nella filosofia di Severino: analisi metodologica

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  La riflessione di Emanuele Severino sul linguaggio, articolata in opere come «La struttura originaria» [1] e «Oltre il linguaggio» [2], offre un contributo fondamentale alla filosofia contemporanea. Il linguaggio, per Severino, non è mai un mero strumento espressivo o comunicativo. Il linguaggio partecipa a una più ampia struttura ontologica, legandosi alla questione del destino e del rapporto tra fenomeno ed essere. Tuttavia, questo legame è complesso e problematizzato da Severino, che mette in luce la mediazione del linguaggio, le sue contraddizioni intrinseche e il suo ruolo nella manifestazione dell'eterno. La presente analisi propone una lettura metodologica di tali questioni, cercando di chiarire come Severino intenda il linguaggio, quale sia il ruolo della mediazione, la natura delle sue contraddizioni e il rapporto con la struttura originaria. Il linguaggio come partecipazione al destino Per Severino, il linguaggio non è mai autonomo o creatore del senso. Egli scrive in «...

La funzione metodologica del mediato nel pensiero di Emanuele Severino

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La riflessione sulla funzione del mediato riveste un ruolo centrale nella Struttura Originaria di Emanuele Severino, costituendo uno dei nodi concettuali fondamentali per comprendere la sua proposta filosofica. In un sistema dove immediatezza, intesa come non mediatezza, e mediatezza non sono semplicemente termini oppositivi ma momenti costitutivi di un'unica struttura, il mediato non è relegato a una posizione subordinata o derivativa. Al contrario, la sua funzione è essenziale per l’articolazione del senso e per il superamento di quelle forme di nichilismo che, secondo Severino, dominano il pensiero occidentale. Per inciso, il termine «medio» deriva dal latino medius , «che sta in mezzo», e dalla radice indoeuropea medhyo , indicante centralità e connessione. In filosofia, rappresenta ciò che relaziona e connette. Arist otele lo utilizza nella logica (termine medio del sillogismo) e nell'etica (virtù come giusto mezzo). Nella Scolastica, il medio assume valenza metafisica e t...

La Computabilità: Algoritmi, Logica, Calcolatori — Marcello Frixione, Dario Palladino

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  «La Computabilità: Algoritmi, Logica, Calcolatori» di Marcello Frixione e Dario Palladino, il primo professore di Logica e Filosofia del Linguaggio presso l'università di Palermo, il secondo docente di Logica Matematica presso l'università di Genova è un interessante testo introduttivo sulla nozione di algoritmo e di computabilità. E' lodevole lo sforzo degli autori nel presentare gli argomenti nella maniera più semplice possibile liberandoli da tutti quei tecnicismi che renderebbero il testo adatto solo agli esperti. Il risultato di questo lavoro è un testo semplice e scorrevole, pur trattando di argomenti ostici, nonché altamente teorici. Il testo inizia illustrando la nozione di algoritmo mostrando che talvolta un algoritmo può non produrre risultati. Il concetto di algoritmo, poi, viene affiancato a quello di funzione matematica. Attraverso la nozione   teorica di calcolatore: la macchina di Turing, il lettore è pronto per assaggiare uno dei concetti più belli, più di...

«Io non so niente. Ma mi piace tutto»

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  Come in un gioco di matriosche, Parthenope durante un esame di Antropologia con il Prof. Marotta – che seguita a metterle trenta senza indugio – risponde: «Io non so niente. Ma mi piace tutto». Una risposta che ha un portato antropologico universale e che, come tale, si pone come una lettura della nostra epoca e del cambiamento epocale che stiamo vivendo con l'avvento dell'IA ad uso e consumo del grande pubblico e che in altri luoghi ho definito «rivoluzione cognitiva». Cosa c'entra l'IA? Innanzitutto, iniziamo col dire che negli ultimi 20 anni chi si apprestava a varcare la soglia del mondo del lavoro è stato imbonito con il mantra della iperspecializzazione. E tra riforme e riformette anche il mondo accademico e dell'alta formazione si è piegato al dictat industriale dell'iperspecializzazione – per altro in un paese come l'Italia, che non conosce più che cosa sia un piano industriale dal almeno la fine del secolo scorso. Il risultato è stato quello di fo...

Parthenope di Paolo Sorrentino, la palette cromatica nella fotografia del film scelta da Daria D'Antonio e il «giudizio» dell’Intelligenza Artificiale attraverso GPT-4o

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L’uscita dell’ultimo film di Paolo Sorrentino «Parthenope» (2024) ha generato un certo clamore sia per chi apprezza le doti artistiche di questo regista sia per coloro che lo criticano aspramente per le sue scelte «barocche». Sebbene qui non si intenda scrivere una recensione, dobbiamo dire che Sorrentino nei suoi film usa i colori come una forma di linguaggio. Appare che la «fotografia» in «Parthenope» sia molto riuscita grazie soprattutto al lavoro eccellente di Daria D'Antonio, una direttrice della fotografia che ha collaborato con registi eccellenti. Si rammentare che direttore della fotografia è il professionista responsabile dell'aspetto visivo di un film. Egli collabora strettamente con il regista per tradurre la visione artistica in immagini, curando l'illuminazione, la composizione delle inquadrature, la scelta delle lenti e delle attrezzature, nonché la gestione dei colori e delle tonalità. Il suo ruolo è fondamentale per creare l'atmosfera desiderata e suppor...

GPT-4o risove un rebus

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  Oggi, per gioco, ho eseguito un particolare esperimento con GPT-4o, un modello di linguaggio avanzato dotato di capacità visive, e sono rimasto colpito dalla sua abilità nel risolvere un rebus. Come mostrato nell'immagine, GPT-4o è riuscito a combinare la visione e il ragionamento per arrivare alla soluzione corretta.Questo tipo di esercizio ci porta a riflettere sulle capacità cognitive umane emulate dai sistemi di intelligenza artificiale. Risolvere un rebus implica l'uso di diverse funzioni cognitive, come il riconoscimento visivo, la logica deduttiva e la capacità di interpretare giochi di parole. Queste abilità richiamano — nella prospettiva della psicologia cognitiva — la teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner, presentata nel suo libro "Formae Mentis. Un saggio sulla pluralità dell'intelligenza" publicato nel 1983 e che ho letto con estremo interesse.Secondo Gardner, l'intelligenza è un insieme di capacità diverse, ognuna delle quali rive...

Intelligenza Artificiale e nuove forme di animismo: sulle possibili attribuzioni di peculiari forme di proto-coscienza nelle macchine

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  L'animismo, una delle forme più arcaiche di riflessione religiosa, esercita ancora una profonda influenza non solo sulle pratiche religiose, ma anche sul pensiero filosofico, psicologico e tecnologico. L'interazione tra l'uomo e l'intelligenza artificiale evoca spesso una risposta animistica, in cui l'utente attribuisce intenzionalità e una forma di coscienza alla macchina. Questo fenomeno è evidente nei modelli di linguaggio di grandi dimensioni fondazionali (e.g. GPT-4) e negli assistenti virtuali che, grazie alla loro sofisticata capacità di comprensione del linguaggio naturale, creano l'illusione di un'entità senziente, portando l'essere umano a proiettare su di essi emozioni e stati mentali. Questo saggio esplora l'evoluzione del pensiero animistico, dalle sue radici nelle culture tradizionali fino alle sue manifestazioni nelle interazioni moderne con l'intelligenza artificiale. Attraverso le teorie di Tylor, Evans-Pritchard, Jaynes ...